“Articolo pubblicato originariamente su Il Sole 24 Ore”. Leggi L’articolo originale qui.
In arrivo per gli studenti delle superiori, e in particolare per gli alunni di istituti tecnici e professionali, anche un primo, vero, assaggio di legame strutturale con il mondo del lavoro. Con il Dl Scuola infatti passa da sperimentale a ordinamentale la riforma Valditara che ha introdotto in Italia la nuova filiera formativa tecnologico-professionale, il cosiddetto modello “4+2”, vale a dire quattro anni di scuola superiore più due negli Its Academy.
Con l’inizio del nuovo anno scolastico ospiteranno percorsi quadriennali ben 428 istituti tecnici e professionali; praticamente un quarto dell’istruzione tecnica e professionale italiana. I percorsi complessivi autorizzati dal ministero dell’Istruzione e del Merito sono 587, di cui 338 nel Mezzogiorno (57,6%), a testimonianza di una forte spinta all’innovazione anche da parte delle scuole (e delle famiglie) meridionali. In tutto, nel 2025/26 gli studenti che frequenteranno il “4+2” sono circa 10.500 (7.279 iscritti al primo anno, 3.207 al secondo); un altro dato da sottolineare, considerato che nelle precedenti sperimentazioni di percorsi quadriennali gli studenti aderenti sono sempre stati poche centinaia.
Le filiere maggiormente attrattive sono quella del turismo, dell’enogastronomia, dell’informatica, della manutenzione e assistenza tecnica, dell’amministrazione, finanza e marketing, dei sistemi informativi aziendali, e delle costruzioni, ambiente e territorio, che rappresentano poco più del 50% di tutte le filiere.
Per effetto del Dl Scuola il “4+2”, a decorrere dall’anno scolastico 2026/27, entra così a pieno titolo nel sistema nazionale di istruzione e formazione (accanto ai tradizionali percorsi quinquennali). La misura rafforza il collegamento tra istituti tecnici e professionali (che arrivano al diploma in quattro anni e non più in cinque, come avviene in larga parte d’Europa) e gli Its Academy (che hanno un tasso di occupazione medio superiore all’80%, con punte del 90-100% in molti territori) delineando, in questo modo, un percorso formativo capace di rispondere ai talenti degli studenti e ai fabbisogni del sistema produttivo, favorendo la ricerca e l’innovazione tecnologica. Secondo gli ultimi dati Excelsior il mismatch, vale a dire la difficoltà di reperire i giovani talenti da parte delle imprese, è al 45%, con picchi anche di oltre il 60% per le competenze scientifico-tecnologiche.
Già da quest’anno scolastico invece i Pcto, l’ex alternanza, cambieranno nome in Formazione scuola-lavoro, «in modo da stabilire in modo chiaro la loro funzione formativa e orientativa», ha spiegato il ministro Valditara. In attesa della riforma di tutta l’istruzione tecnica, che si sta per ultimare e legherà, in modo stabile, queste scuole con imprese e territori.
«Rendere ordinamentale il 4+2 significa rendere ordinamentale un rapporto strutturale tra istruzione tecnico-professionale e imprese, già solido nel sistema Its Academy e che ora diventa patrimonio dell’intera scuola italiana – sottolinea Riccardo Di Stefano, delegato del presidente di Confindustria all’Education e all’Open innovation -. Più didattica personalizzata, più laboratori e campus, più cultura tecnica. Una buona notizia, frutto di una sperimentazione riuscita che ha valorizzato la collaborazione pubblico-privata. Ora tanti giovani avranno una opzione in più, e di qualità, per il loro futuro».
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Cl.T.




