Formazione tecnologica. Con il Pnrr il sistema ha fatto il balzo in avanti: studenti saliti da 11mila a 40mila, il tasso di occupazione è stabile all’80%
Anche grazie alla spinta del Pnrr, gli Its Academy rappresentano, per studenti e famiglie, un’alternativa sempre più strutturata alle università. Grazie a un’offerta formativa collegata, ancor di più e meglio, a imprese e territori. Gli Istituti tecnologici superiori (si chiamano così dopo la riforma del 2022), sono un’ottima scelta per i neo diplomati di qualsiasi indirizzo di studio che vogliono specializzarsi con percorsi formativi più brevi rispetto a quelli accademici, ma arricchiti di esperienze pratico-laboratoriali e “on the job”in aree tecnologiche che aprono subito le porte a un lavoro di qualità. In questi istituti infatti ci si specializza in settori chiave che spaziano dalla meccanica/meccatronica all’energia, dalla moda all’agroalimentare, dall’Ict al turismo, al chimico-farmaceutico, solo per citarne alcune.
I percorsi hanno generalmente una durata biennale, 1.800-2mila ore. Possono salire a tre anni per determinati e specifici profili e settori. L’offerta formativa è prevalentemente gratuita (o quasi), anche grazie ai contributi statali e regionali, attori fondamentali del sistema. Gli Its – oggi sono circa 150 e accolgono oltre 40mila studenti, erano 11mila pre Pnrr – rappresentano in Italia l’unico canale di formazione terziaria non universitario subito professionalizzante; esistono da oltre dieci anni e hanno registrato un tasso di occupazione medio nazionale sempre intorno all’80%, con picchi del 90 e 100% in molti territori, e una coerenza praticamente del 100% tra impiego ottenuto e formazione svolta. Un risultato significativo e superiore al tasso di occupazione medio dei laureati triennali a un anno dal titolo, che è al 78 per cento.
Le chiavi di successo sono tre, come ci ricorda l’annuale monitoraggio Indire: oltre il 70% della docenza proviene dal mondo del lavoro, sono quindi “insegnanti” molto aggiornati e soprattutto professionisti che vivono quotidianamente l’innovazione nelle fabbriche. Eppoi, più del 40% della formazione avviene “sul campo”, vale a dire con esperienze di stage, e in larghissima parte in laboratori d’avanguardia, oggi profondamente rinnovati (o nati ex novo) grazie ai cospicui fondi Pnrr (in tutto 1,5 miliardi, di cui 645 per i laboratori e i restanti 855 per didattica, orientamento, borse di studio e internazionalizzazione). Terzo: gli Its Academy possono contare su una straordinaria flessibilità organizzativa e didattica. Non a caso i migliori sono quelli dove è centrale la presenza delle imprese (nel 52% dei casi le aziende sono partner strategici). La qualità dell’occupazione è confermata anche dalle tipologie contrattuali utilizzate dalle aziende, che sono nella stragrande maggioranza dei casi contratti stabili e apprendistati (spesso attivati già prima del diploma di tecnico superiore).
La direzione è tracciata. Ed è un bene per il Paese visto che i talenti in uscita dagli Its Academy sono molto ricercati: nel 2025 (fonte Unioncamere) le imprese hanno chiesto circa 120mila diplomati Its Academy, non trovandone però più della metà.
Con l’ultima manovra arriveranno al sistema, nei prossimi tre anni, 265 milioni per consolidare i fondi ordinari (anche nel 2026 è stato sospeso l’obbligo di co-finanziamento regionale, 30%, ma molte Regioni continuano a investire nel settore). È stato, inoltre, previsto che anche i diplomi Its Academy siano riscattabili ai fini pensionistici (si veda la circolare Inps 98/2024); ed è stata riconosciuta l’esenzione Irpef per le borse di studio erogate agli studenti. C’è, inoltre, il 4+2, ora a regime (a settembre frequenteranno percorsi secondari quadriennali circa 21mila studenti), dove il “+2” sono proprio gli Its Academy, adesso molto più robusti.
Articolo del 03/08/2026 de IlSole24Ore, scritto da Claudio Tucci.






